L’informazione e l’energia: le due strade per l’Europa


dal Corriere Adriatico del 15 Febbraio 2021

Il nostro futuro è sempre più legato all’Europa, pertanto si dovrà mantenere e possibilmente rafforzare l’impostazione del precedente governo ispirata ad una forte collaborazione con le politiche europee, che ha portato ad ottenere il finanziamento straordinario di 209 miliardi di euro, il più alto tra tutti i paesi europei, necessario per rilanciare l’Italia e ridurre i danni della pandemia. Il nuovo governo Draghi appena insediato irrobustirà questa impostazione. Con quali strumenti? Sicuramente con i due nuovi ministeri, il primo alla transizione ambientale, il secondo alla transizione digitale. Questa scelta rappresenta la principale innovazione introdotta. Se si vuol accelerare la definizione del nostro contributo al Next GenerationUE e di conseguenza spendere i finanziamenti ottenuti, occorre coordinare al meglio queste linee di azione. Vi è da definire in fretta i punti del programma #NextGenerationItalia, e sviluppare una vera transizione verde e digitale lungo le prospettive di economia circolare, mobilità sostenibile e risparmio energetico, contenute nel Green New Deal della Commissione Europea. Il Ministro Cingolani alla transizione ecologica unirà le deleghe sull’Ambiente con le competenze energetiche dello Sviluppo economico. Una parte significativa dell’impatto ambientale dei sistemi produttivi è legato ai consumi energetici. Sarà importante ridurli. Nel piano redatto dal precedente governo, quasi il 31% dell’intero finanziamento europeo era riservato a rivoluzione verde e transizione ecologica.

Come ho evidenziato in altre occasioni, nel futuro che ci attende due sono le strade su cui correrà lo sviluppo: l’informazione e l’energia, la prima per condividere, per conoscere e per comunicare, la seconda necessaria per migliorare le nostre condizioni di vita, per spostarci e per produrre. Se per l’informazione consumiamo poche risorse primarie, per l’energia stiamo bruciando quelle che il pianeta ci ha messo a disposizione, le risorse fossili, producendo impatti evidenti sui cambiamenti climatici. Vi è quindi la necessità di invertire questo percorso, altrimenti non vi sarà nessun futuro per le nuove generazioni. Su questo l’Europa ha le idee chiare, la Commissione Europea con il progetto European Green Deal intende raggiungere una riduzione delle emissioni pari al 55%, per il 2030 e su questo piano, per i prossimi sette anni, ha previsto di investire oltre mille miliardi, per raggiungere, nel 2050, la neutralità climatica: il punto di equilibrio da raggiungere dove le emissioni di gas ad effetto serra non superano la capacità della terra di assorbire tali emissioni, e ridurre a zero l’impatto climatico. 

Le riqualificazioni degli edifici per consumare meno e le fonti di energia rinnovabili dovranno avere un peso sempre più importante per ridurre le eccessive produzioni di anidride carbonica.

Su questi obiettivi si dovrà confrontare il nuovo Ministro Cingolani, se non vogliamo rimanere fuori dallo sviluppo, mi auguro in sinergia con il Ministro Giovannini alle infrastrutture e trasporti per rendere questi più sostenibili con meno consumi e meno emissioni. Aver individuato uno specifico ministero per la transizione ecologica, forse aiuterà la definizione di una strategia nazionale a cui dovranno allinearsi anche quelle regionali, comprese le Marche, se non vogliamo perdere l’ultimo treno per il rilancio economico e sociale della Regione. 

L’altro asse di sviluppo sarà quello dell’informazione e delle relative infrastrutture digitali. La transizione digitale ha un ruolo importante. Nel piano redatto dal precedente governo quasi il 21% dell’intero finanziamento europeo era riservato a digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura. Si dovrà investire su adeguate infrastrutture digitali per renderle più efficienti e soprattutto sicure. Occorre una infrastruttura cloud (cioè distribuita sul territorio) con connessioni veloci e con bassi tempi di latenza, che sia sicura e capace di salvaguardare l’interesse nazionale. Pensate alla digitalizzazione delle funzioni amministrative ed organizzative della giustizia, con dati che devono essere custoditi e protetti. La sicurezza informatica diventa quindi un elemento di primaria importanza che non possiamo demandare ad altri. Un altro esempio. il Fascicolo Sanitario Elettronico per ogni cittadino, con dati personali da proteggere, unico su base nazionale e, speriamo presto, su base europea, eviterà che ogni regione adotti il proprio. Tutto ciò renderebbe più efficiente la pubblica amministrazione, ne ridurrebbe i costi con un miglioramento dei servizi. Se vogliamo creare una pubblica amministrazione più semplice, più efficiente e al servizio dei cittadini, il potenziamento dei servizi digitali è fondamentale. Anche qui, aver proposto uno specifico ministero alla transizione digitale ed avere scelto una persona competente come il Ministro Colao, favorirà il raggiungimento degli obiettivi posti. 

L’investimento in queste infrastrutture contribuirà ad incrementare la competitività nei diversi settori produttivi, permettendo un uso più efficiente delle risorse ed una maggiore tutela dell’ambiente e un uso integrato delle reti di trasporto di cui abbiamo tanto bisogno. Anche su questa tematica Le Marche dovrebbero allinearsi ed attingere risorse dal piano nazionale. Favorire l’accelerazione della transizione digitale delle imprese, soprattutto delle PMI e valorizzare la proprietà intellettuale. Sviluppare un piano regionale per promuovere la diffusione della fibra ottica, coordinandosi con il progetto nazionale per una “terminazione di fibra ottica in ogni casa, in ogni laboratorio artigianale, in ogni impresa, in ogni organizzazione della Regione”. Questo rafforzerebbe l’internazionalizzazione delle nostre imprese, ne creerebbe di nuove per la gestione dei nuovi servizi, aprirebbe la Regione al Mondo! 


Febbraio 15, 2021 3:00 pm
by Sauro Longhi