Puntare su formazione e scuola: così lasceremo il buio alle spalle


dal Corriere Adriatico del 18 Gennaio 2021

Stiamo per entrare in una crisi di Governo e ci restano da risolvere tanti problemi, molti di questi aggravati dalla pandemia che non smette di essere al centro della nostra attenzione. Le vaccinazioni continuano, ma per avere i primi effetti dovremo aspettare ancora un po’ per vedere scendere la percentuale dei contagi, oggi ancora alta e senza previsioni di diminuzione. Nel frattempo, le uniche difese che abbiamo restano le mascherine ed il distanziamento. Dovremo mantenere questa attenzione almeno fino alla prossima primavera. Con queste prospettive possiamo ancora permetterci di tenere chiuse le scuole? Per ogni Paese è fondamentale far crescere i giovani in salute e conoscenza. Ne va del futuro di tutti. Lo studio e la formazione per le giovani generazioni sono fondamentali: solo così possiamo sperare di avere persone preparate per gestire le complessità sociali ed economiche che ci vengono incontro e che richiedono scelte capaci di garantire giustizia sociale ed equilibrio ambientale. Quando questa pandemia sarà debellata, sicuramente non torneremo come prima, il lavoro sta già cambiando, saranno necessari nuovi sistemi per la distribuzione della ricchezza, il lavoro non sarà più sufficiente, dovremo prendere atto delle tante diseguaglianze economiche, sociali, educative e porvi riparo, altrimenti il futuro diventerà molto incerto. Le soluzioni da proporre saranno complesse, ma il percorso per definirle per me è molto chiaro. Passa attraverso un maggiore investimento nella formazione e nella scuola, più in generale nell’istruzione. I giovani, tutti, devono essere abituati, allenati allo studio, solo così può crescere il loro senso critico, solo così si creano le basi per lo sviluppo della loro creatività, tutti aspetti di cui abbiamo tanto bisogno. Se teniamo le scuole ancora chiuse il distacco fisico dallo studio imposto dalla didattica on-line non faciliterà tutto questo, si rischia di disabituare i più giovani allo studio, di allontanare da questi percorsi di crescita i tanti che per studiare hanno bisogno di farlo assieme ad altri, in aula, in laboratorio, soprattutto quando il contesto familiare non è in grado di aiutarli. Studiare in presenza è un arricchimento per tutti, per l’insegnante e per gli studenti. Ce lo dicono i tanti studenti che scendono in piazza per far aprire le scuole. 

Lo studio, la formazione, l’istruzione oltre che facilitare la ricerca del primo lavoro ne facilitano il mantenimento. Più si conosce, più facile sarà cambiare lavoro, riconvertire le proprie esperienze e le proprie capacità e quindi mantenere una propria posizione attiva nel mondo del lavoro. Purtroppo, questi messaggi spesso non arrivano, anzi passano messaggi opposti, del tipo studiare non serve, la laurea e solo un pezzo di carta. Tutto sbagliato! Basta confrontarsi con i Paesi maggiormente sviluppati e a noi vicini, come quelli Europei, le loro percentuali di laureati, sono molto superiori alle nostre, noi siamo quasi sempre agli ultimi posti. Le statistiche ci dicono che con una laurea è molto più facile trovar lavoro, ma soprattutto mantenerlo. Le statistiche ci dicono anche che le donne, pur laureandosi in percentuale superiore agli uomini, poi hanno più basse percentuali di occupazione, per non parlare delle significative differenze che ancora esistono tra il sud ed il nord del Paese. Nel piano #NextGenerationItalia appena approvato dal Governo con uno stanziamento di 223 Miliardi di euro, queste problematiche trovano la giusta attenzione nelle tre priorità trasversali previste e che guideranno le relative azioni: Donne, Giovani e Sud. In quella riservata all’Istruzione e alla Ricerca sono previsti 28,5 Miliardi di euro per adeguare i percorsi scolastici e universitari e renderli capaci di garantire competenze e abilità utili ad affrontare le sfide presenti e future, per sostenere il diritto allo studio, presente nella nostra Costituzione ma quasi sempre disatteso, per aiutare le famiglie ad investire sui propri figli, per dar loro le necessarie competenze e abilità utili al loro futuro. Nel Piano è prevista un’altra misura di quasi 28 Miliardi a favore dell’inclusione e della coesione per sostenere l’empowerment femminile e il contrasto alle discriminazioni di genere, assieme ad azioni per aumentare l’occupazione, in particolare quella giovanile e per rafforzare la formazione sul lavoro e per i disoccupati, e più in generale per un miglioramento della qualità del lavoro. Sono state previste azioni anche per mitigare situazioni di fragilità sociale ed economica e rafforzare la strategia nazionale delle aree interne rilanciata dal Piano Sud 2030, con interventi sulle infrastrutture sociali e misure a supporto dei giovani e finalizzate alla transizione ecologica. Quasi un quarto dell’intero finanziamento è riservato alla formazione e allo studio. Forse per la prima volta si è finalmente iniziato ad investire sui più giovani. 

Eppure, si è voluta una crisi di Governo. In una situazione così grave, con un programma che richiede la massima attenzione, l’arte della politica dovrebbe trovare le giuste soluzioni attraverso gli spazi che sono sempre possibili. Lasciare il Paese nell’incertezza non favorirà lo sviluppo di tutte queste azioni nè l’adeguato contrasto alla pandemia in atto. Mi auguro che il piano approvato trovi la concreta attuazione, altrimenti i primi a pagarne le conseguenze saranno i più giovani ai quali non stiamo dando la giusta attenzione. Si stanno prospettando scenari fino a qualche anno fa impensabili: il Green New Deal della Commissione Europea e fatto proprio dal Parlamento Europeo presieduto da David Sassoli con una prima risoluzione lo scorso venerdì, il nuovo impulso al multilateralismo che proporrà Joe Biden il nuovo Presidente degli Stati Uniti in carica da mercoledì prossimo. Scenari per lasciarci alle spalle il buio del recente passato, dove nazionalismi e individualismi hanno avuto il sopravvento su inclusione e condivisione. Ma noi stiamo perdendo tempo dedicandoci alla conta per scongiurare una crisi di Governo! 


Gennaio 18, 2021 3:00 pm
by Sauro Longhi