NextGenerationMarche: c’è un piano per ripartire?


dal Corriere Adriatico del 14 Dicembre 2020

Se come è stato pianificato, i Re Magi quest’anno, oltre all’oro, all’incenso e alla mirra, porteranno anche il vaccino contro il Covid, dal 6 gennaio si inizierà la vaccinazione con le prime dosi disponibili e riservate alle persone più fragili e agli operatori sanitari. Questo non significa che saremo fuori dalla pandemia, ma almeno avremo uno strumento in più per difenderci, come in un tremendo temporale, non smetterà ancora di piovere ma almeno avremo un ombrello per non bagnarci e per riprendere le nostre attività, poi se ancora qualcuno insiste nel dire che non piove e che non vi è bisogno dell’ombrello sarà libero di bagnarsi. Con l’arrivo del vaccino dovremo in ogni caso mantenere comportamenti prudenti, ma con questi strumenti possiamo iniziare seriamente a risolvere l’altro grande problema creato dalla pandemia, quello economico e sociale. L’Europa ha finalmente approvato l’iniziativa NextGenerationEU per stimolare la ripresa dopo la pandemia, con 750 milioni di euro che si aggiungono al piano proposto dalla Commissione Europea per i prossimi 7 anni per un totale di 1800 miliardi di euro per rendere l’Europa più ecologica, digitale e resiliente. Per l’Italia sono previsti 209 miliardi, la quota più alta tra tutti i paesi europei, certo sono fondi che in parte dovremo restituire, ma se spesi bene ci metteranno nelle condizioni di ripartire con nuove opportunità, nuovi posti di lavoro, condizioni economiche e sociali migliori. 

L’Italia ha presentato un piano per utilizzare la propria parte dell’iniziativa NextGenerationEU con una proposta ancora da dettagliare nelle diverse azioni puntuali ma chiara negli obiettivi generali che sono quattro: Modernizzazione del Paese, Transizione ecologica, Inclusione sociale e territoriale, Parità di genere. In linea con le nuove politiche della Commissione Europea che punta a ridurre le diseguaglianze economiche e sociali ancora presenti.  Il piano intende coniugare questi obiettivi generali in sei azioni specifiche: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura, Rivoluzione verde e Transizione ecologica, Infrastrutture per una mobilità sostenibile, Istruzione e Ricerca, Parità di genere, Coesione sociale e territoriale, Salute. Con una ripartizione dei fondi che forse dovrà richiedere qualche aggiustamento. Ad esempio, appaiono relativamente basse le quote per sanità, cultura e turismo, che nel nostro Paese devono essere potenziate e che negli ultimi anni sono state trascurate se non addirittura annullate. Vi ricordate la controversa affermazione del Ministro Tremonti? “Non è che la gente la cultura se la mangia”. Le quote maggiori di investimenti andranno sulle transizioni digitali e verdi. Oggi, anche per la mia esperienza scientifica, vi propongo una breve analisi delle azioni previste su digitalizzazione, innovazione competitività e cultura che assommano un investimento di 48,7 miliardi di euro e che potrebbero avere ripercussione positive nelle Marche. Una parte importante del progetto riguarderà lo sviluppo delle infrastrutture digitali per renderle più efficienti e soprattutto sicure. Se vogliamo creare una pubblica amministrazione più semplice, più efficiente e più al servizio dei cittadini, il potenziamento dei servizi digitali è fondamentale. Occorre una infrastruttura cloud (cioè distribuita sul territorio) con connessioni veloci e con bassi tempi di latenza che sia sicura e capace di salvaguardare l’interesse nazionale. Pensate alla digitalizzazione delle funzioni amministrative ed organizzative della giustizia, alla riservatezza e all’importanza dei dati che devono essere custoditi e protetti. La sicurezza informatica diventa quindi un elemento di primaria importanza che non possiamo demandare ad altri. Il Fascicolo Sanitario Elettronico per ogni cittadino, unico su base nazionale, eviterà che ogni regione adotti il proprio, e sarà sicuro per proteggere i dati personali che contiene. Solo per fare alcuni esempi. In questa prospettiva anche la regione Marche potrebbe acquisire risorse proponendo azioni sinergiche e complementari con il progetto nazionale in via di definizione. L’invito che faccio agli Amministratori regionali è di inserirsi con azioni proattive, altrimenti il rischio di essere tagliati fuori ancora una volta è molto alto.    

L’investimento in queste infrastrutture contribuisce anche ad incrementare la competitività nei diversi settori produttivi, permettendo un uso più efficiente delle risorse ed una maggiore tutela dell’ambiente e un uso integrato delle reti di trasporto di cui abbiamo tanto bisogno. Anche su questa tematica la Regione dovrebbe spendere le proprie energie per allinearsi ed attingere risorse dal piano nazionale. Favorire l’accelerazione della transizione digitale delle imprese, soprattutto delle PMI di cui siamo ricchi, valorizzare la proprietà intellettuale (brevetti, disegni, modelli), incentivare l’agricoltura digitale. Sviluppare un piano regionale per promuovere la diffusione della fibra ottica, coordinandosi con il progetto nazionale con una “terminazione di fibra ottica in ogni casa, in ogni laboratorio artigianale, in ogni impresa, in ogni organizzazione della Regione”. Questo rafforzerebbe l’internazionalizzazione delle nostre imprese, ne creerebbe di nuove per la gestione dei nuovi servizi, apriremmo la Regione ad un turismo internazionale. Potremmo digitalizzare il patrimonio culturale, di cui siamo ricchi, per promuovere un accesso diffuso e inclusivo a questa ricchezza che incentiverebbe le attività turistiche per coniugare bellezze ambientali con quelle culturali. I nostri piccoli borghi storici e rurali potrebbero essere così valorizzati e diventare sedi di nuove attività economiche. Attrarre turisti ma anche persone che scelgono le Marche per le nuove forme organizzative in lavoro agile o telelavoro. Queste sono alcune delle opportunità che la digitalizzazione potrebbe offrire alla nostra Regione, ma è tempo di programmare e pianificare nel quadro nazionale ed europeo che si sta delineando. Qualcuno ci sta lavorando ad un piano NextGenerationMarche?


Dicembre 14, 2020 3:00 pm
by Sauro Longhi