dal Corriere Adriatico del 23 Novembre 2020
Anche questa settimana la lotta al Covid sta impegnando tutti, forse le misure intraprese stanno dando i primi risultati: la velocità di crescita dei contagi sta diminuendo, speriamo si azzeri per poi iniziare a diminuire. Forse riusciamo ad evitare un altro lockdown che non ci possiamo permettere perché introdurrebbe danni devastanti sulla nostra economia con pesanti ripercussioni sociali. Dobbiamo continuare ad attuare azioni di distanziamento e protezione e iniziare a pensare al dopo, perché una cosa è certa: lo studio, la ricerca e la scienza ci porteranno fuori da questa pandemia con un vaccino capace di proteggerci. È tempo di avere coraggio per immaginare e proporre un nuovo modello di sviluppo, una nuova economia e in questa settimana molte proposte sono state formulate. Si è appena concluso il convegno di “Economy of Francesco”, una riflessione voluta dal Papa con la partecipazione di giovani, lavoratori, economisti e imprenditori da tutto il mondo per definire un patto internazionale e cambiare l’attuale economia in una più giusta, inclusiva e equa, “è tempo di osare il rischio di favorire e stimolare modelli di sviluppo, di progresso e di sostenibilità …”. Tutti i contributi sono disponibili on live streaming sul sito del convegno che troverete facilmente con Google.
Sempre qualche giorno fa, è stata inviata una lettera aperta al Presidente del Consiglio Conte e al Ministro dell’economia Gualtieri, dal prof. Umberto Sulpasso, invitandoli a portare in Europa il pil del sapere per incentivare la crescita di nuovi modelli per l’economia del dopo Covid. Un’economia basata sulla conoscenza, sulla cultura e sul sapere, capace di garantire uno sviluppo più sostenibile e speriamo più equo. In questa prospettiva si inserisce l’economia digitale, quella capace di introdurre fattori moltiplicativi di sviluppo per riprendersi velocemente dai danni del Covid. Per essere pronti a questa sfida non occorrono solo abilità tecniche ma conoscenza e sapere condivisi. La conoscenza ha trovato uno strumento di diffusione impensabile solo fino a pochi anni fa: Internet. Ormai tutti sappiamo cos’è e soprattutto ne utilizziamo i benefici e a volte purtroppo ne subiamo anche i danni. Intenet è uno strumento per condividere informazioni ma soprattutto conoscenza, gran parte delle nostre azioni anche economiche usano Internet, la resilienza che abbiamo mostrato in questi mesi per tenere aperte le scuole e molte attività produttive si appoggia su questo strumento. Certo sono necessarie infrastrutture veloci, affidabili e sicure e questo è un compito dell’autorità pubblica che deve definire strategie di crescita e di difesa. Questa infrastruttura e le tecnologie su cui si appoggia devono essere un bene da curare e da difendere, sono le ferrovie e gli aeroporti del futuro, dove non transiteranno merci ma conoscenza. Il prof. Sulpasso pensa che con l’insediamento di Biden anche negli Stati Uniti il pil-sapere inizierà ad emergere e ad avere la sua importanza. Si dovrà cogliere questa occasione per creare una economia più equa più giusta accogliendo l’invito di Papa Francesco.
La conoscenza e la cultura devono essere coltivate e trasferite ai più giovani e in questo la scuola e l’università tornano ad avere un ruolo centrale. Un paese ricco di conoscenza è un paese ricco di scuole e di università aperte senza distinzioni di censo, di cultura e di nazionalità, dove i più giovani devono trovare l’entusiasmo per seguire questi percorsi di crescita a volte anche impegnativi. L’entusiasmo che hanno avuto i nostri genitori usciti dalla Seconda guerra mondiale e dal più grande Genocidio che la storia ricordi, e che ha permesso loro di ricostruire il paese e creare le condizioni per dare a noi la possibilità di frequentare prima la scuola e poi l’università. Avevano intuito che lo studio e la conoscenza avrebbero dato ai propri figli condizioni di vita migliori e così è stato.
Anche noi dobbiamo pensare di ricostruire non per tornare come prima, ma meglio di prima e creare così un nuovo miracolo italiano puntando sulla conoscenza e facendo crescere il pil del sapere. Sempre questa settimana Bill Gates, che con la sua Microsoft sta contribuendo alla transizione verso l’economia della conoscenza, ha rilasciato una intervista con la sua visione di quello che sarà il dopo Covid. Ricordo che è stato uno dei primi a preoccuparsi dei danni economici e sociali prodotti da una pandemia molto prima che diventasse realtà. Avremo meno interazioni, si andrà meno in ufficio e nel posto di lavoro, si faranno meno viaggi, si studierà anche da remoto e faremo sempre più uso della telemedicina. Con meno spostamenti, meno traffico, meno inquinamento, maggior risparmio energetico, si avrà più tempo per recuperare i contatti sociali della propria comunità. Il lavoro agile da remoto cambierà le città e ridarà vitalità ai piccoli borghi dove si preferirà vivere e lavorare e far crescere i propri figli. Secondo il fondatore della Microsoft difficilmente la vita tornerà come prima, si continuerà a temere per la propria salute e ad avere comportamenti prudenti.
Sempre in questa settimana è stato presentato l’aggiornamento sull’economia delle Marche prodotto dalla Banca d’Italia dove emerge una situazione molto preoccupante, continuiamo ad andar peggio della media italiana con una perdita del pil, quello “classico”, di oltre dieci punti. Per recuperare occorre prendere atto della situazione e cercare soluzioni innovative, occorre puntare a far crescere l’economia della conoscenza e del sapere, indirizzando gli investimenti a far crescere queste possibilità. La Giunta appena insediata dovrebbe cogliere queste opportunità che potrebbero essere favorite dai finanziamenti promessi dalla Commissione Europea, sperando che cadano i veti di alcuni paesi o come auspicato dal Presidente del parlamento Europeo David Sassoli, trasformati i trattati per eliminare il diritto di veto ai singoli paesi. Una settimana piena di spunti per elaborare idee e proporre soluzioni, soprattutto per chi si è candidato a governare una comunità.
Novembre 23, 2020 3:00 pm
by
Sauro Longhi