dal Corriere Adriatico del 16 Novembre 2020
Abbiamo cambiato colore, siamo arancioni e come conseguenza sono entrate ulteriori misure di contenimento delle attività e della mobilità, sempre nell’obiettivo di ridurre la velocita di trasmissione del virus e il conseguente tasso di crescita dei contagi. Le misure fin qui adottate iniziano a dare i primi risultati con una curva dei contagi che non aumenta più così velocemente come due settimane fa. Questa è la strategia da adoperare: misure puntuali, su specifici territori e per tempi determinati, interventi mirati nello spazio e nel tempo. Come evidenziato in altre occasioni non possiamo permetterci un nuovo lockdown con la chiusura di ogni attività economica, produttiva e sociale. Alcuni Paesi confinanti hanno avviato misure di blocco totale, noi non possiamo farlo. Noi dobbiamo evitarlo, continuando a contrastare le occasioni di contagio. Bisogna trascorrere questi mesi invernali in attesa del vaccino, riducendo il più possibile i contatti e le occasioni di incontro, ma senza interrompere le nostre attività economiche e produttive. In questo periodo occorre pianificare azioni di sviluppo ed investimenti, per essere pronti ad utilizzare al meglio i fondi europei in arrivo. Occorrono idee per proporre un nuovo modello di sviluppo con sistemi produttivi che dovranno essere più compatibili con l’ambiente, più efficienti, capaci di risparmiare energia e più digitali.
I mesi che ci attendono sono fondamentali sia per contrastare l’epidemia che per pianificare la ripartenza che vi sarà. Investiamo questo tempo in analisi e progetti su come immaginare il nostro futuro. La pandemia sarà sconfitta con gli strumenti che ormai tutti conosciamo, lo è stato fatto nel passato e lo sarà anche questa volta. Ma i cambiamenti che abbiamo subito devono trasformarsi in opportunità, basti pensare al lavoro agile da remoto. Preso atto delle problematiche ambientale di cui la pandemia è una conseguenza, dovremo pensare a sistemi produttivi più compatibili con l’ambiente in una economia circolare con ridotti scarti e più bassi consumi di materie prime ed energia. È tempo di farlo. I contributi dell’Europa per la ripresa finanzieranno progetti lungo queste direzioni. La progettazione dovrà essere sviluppata sia su base nazionale che regionale, dove le specializzazioni e le vocazioni dei territori devono trovare spazio per sviluppare sistemi innovativi di produzione, nuovi prodotti e servizi. Le moderne tecnologie, la ricerca e le conoscenze devono essere coniugate in soluzioni concrete per creare e condividere benessere. Difficile ma possibile. Come sempre, occorre restare e investire nei territori guardando al mondo intero e alle opportunità che si possono creare grazie alle nuove tecnologie digitali di comunicazione ed elaborazione. Per questo è necessario coinvolgere i più giovani, dar loro fiducia e strumenti, trattenere e coinvolgere i più preparati e competenti che hanno investito nello studio e nella conoscenza.
Il quadro internazionale da una settimana è cambiato, con l’elezione di Biden a Presidente degli Stati Uniti, le prospettive sono di apertura e collaborazione, con molta più attenzione all’ambiente e alle collaborazioni multilaterali. Anche la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Liden, vede in questo cambiamento un rilancio delle collaborazioni e una più fattiva lotta al Covid. È notizia di questa settimana l’arrivo in primavera di un vaccino e di una pianificazione a livello europeo della ripartizione delle dosi. La Presidente Von der Leyen ha ripreso proprio il tema della salute e dell’ambiente come perno della nuova agenda globale, con un rinnovato asse Europa-Stati Uniti per rafforzare i partenariati bilaterali e multilaterali. Questo dovrebbe coprire tutto, dalla sicurezza alla sostenibilità, dalla regolamentazione tecnologica al commercio, dal livellamento delle condizioni economiche globali al rafforzamento delle istituzioni globali. A questo si aggiungono le proposte del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli per rendere “definitivi” gli eurobond, con la prospettiva di cancellare i debiti per Covid, slegare il Mes dalle “logiche dei governi, in cui prevalgono quelle dei più forti” e sulla stessa traccia riformare i Trattati, “per eliminare il diritto di veto in capo ai singoli governi” ed evitare che pochi tengano in ostaggio intere riforme.
Se questo è il quadro internazionale anche i nostri territori dovrebbero poter contribuire o quanto meno avviare azioni in sintonia con le nuove prospettive. Certo il contrasto alla pandemia in atto assorbe tante risorse e l’interesse di molti, ma ripeto ne usciremo, basterà rispettare le norme di sicurezza che ci vengono imposte. Una volta usciti dovremo ricostruire non come era prima, ma meglio di prima, per evitare nuovi disastri. Ce lo siamo sempre ripetuti questa primavera che nulla doveva ritornare come prima, ma poi arrivati all’estate, si è voluto fare tutto come prima ed ora siamo qui a porvi riparo con i colori delle nostre regioni che tendono sempre più al rosso. Ripeto, questi mesi oltre al contrasto devono essere dedicati anche alla progettazione del futuro considerando sia il quadro locale che internazionale. Si intravedono prospettive molto interessanti a partire dal commercio internazionale, che mi auguro ritorni nell’ambito di accordi multilaterali e non più unilaterali come imposto negli ultimi anni. Inoltre, le politiche di sviluppo dell’Europa saranno sempre più verso transizioni verdi e digitali da trasferire nei sistemi produttivi ed economici. Un esempio, il manifatturiero di interesse economico primario per il nostro Paese e la nostra Regione deve aumentare in qualità nei processi e nei prodotti adeguandosi ai cambiamenti in atto che richiedono maggior risparmio di energia e materie prime. Queste sono opportunità da intercettare ora, anticipiamo le azioni, definiamo strategie, pianifichiamo investimenti, facciamoci trovare pronti quando il mondo ripartirà per recuperare quanto perso a causa della pandemia.
Novembre 16, 2020 3:00 pm
by
Sauro Longhi