Sisma, 4 anni dopo è stato fatto poco. Serve un assessore regionale ad hoc


dal Corriere Adriatico del 31 Agosto 2020

A 4 anni dal terremoto, cosa è stato fatto? Poco, in alcuni casi nulla, basta solo attraversare i nostri territori colpiti dal sisma per rendersene conto. Pochi i cantieri aperti per la ricostruzione e la cosa più evidente è che non si vedono gru. La nostra regione sicuramente la più colpita. Secondo il rapporto di fine 2019 del Commissario straordinario per la ricostruzione, sono stati oltre 45.000 gli edifici privati che nelle Marche hanno riportato danni a seguito del sisma del 2016, di cui due terzi classificati come gravi. Gli immobili danneggiati nell’area del cratere delle Marche sono il 22% e rappresentano quasi il 60% del totale delle quattro regioni colpite dal sisma. Sono state presentate poche richieste di contributo per la ricostruzione, solo il 16% sul totale, con una forte differenza tra i comuni: quelli più colpiti e di piccole dimensioni sono più indietro degli altri. Dobbiamo dare centralità alla ricostruzione, soprattutto nelle Marche. In alcuni nostri territori il terremoto ha prodotto molti più danni di quelli causati dalla recente pandemia, è pertanto necessario rafforzare le nostre azioni su queste aree. Come ho più volte ripetuto servono competenze specialistiche, responsabili di procedimenti e protocolli d’intesa per interventi di recupero complessi, difficili da trovare nelle amministrazioni comunali coinvolte, che hanno una dotazione di personale programmato per gestire la normale amministrazione e non eventi così complessi. Oggettivamente è la dimensione del problema che ne rende difficile la soluzione. Non a caso i ritardi maggiori si registrano nei piccoli comuni. Finalmente con il nuovo commissario Legnini alcuni passi in questa direzione sono stati compiuti. Si è preso atto che il complesso di norme proposte per evitare fenomeni corruttivi rendevano molto complesse le procedure, in alcuni casi impossibili, per il continuo evolversi delle stesse, e si è iniziato a semplificare e migliorare, anche coinvolgendo nella discussione i tecnici che operano nella ricostruzione. 

Nelle escursioni in montagna occorre tenere un passo lento e regolare, per percorre molta strada e raggiungere le vette è necessario dare continuità al passo. Così nella ricostruzione, il percorso è lungo ed in salita, le azioni devono essere continue e ponderate. Il Governo ha il suo Commissario straordinario, ma la Regione dovrebbe dotarsi di un proprio Assessore con delega alla ricostruzione economica e sociale delle aree interne e in particolare quelle colpite dal terremoto. Un Assessore con il proprio ufficio e staff non a Palazzo Raffaello in Ancona, ma insediato nelle aree interne colpite dal terremoto, per condividere quotidianamente i tanti problemi presenti e proporre azioni ascoltando i territori. Si può uscire dal terremoto con la ricostruzione degli edifici distrutti, e già questo introdurrebbe un primo elemento di rilancio economico per le tante imprese e i tanti artigiani che verrebbero coinvolti, ma questo da solo non basta. Occorre definire linee di sviluppo economico e sociale delle nostre aree interne, è necessario attirare in questi territori i giovani, dar loro serie opportunità, garantendo la stessa qualità dei servizi, a partire da quelli educativi e sanitari, disponibili nelle aree più densamente abitate. Esistono già indicatori che evidenziano un cambio di prospettiva introdotto dalla pandemia, il valore immobiliare delle case di campagna è in costante crescita, dato che vi sono tante persone che stanno cercando una maggiore qualità del vivere non sempre disponibile nelle aree densamente abitate. Ma occorrono investimenti infrastrutturali per questi territori a partire da quelli più compatibili con l’ambiente e moderni, come sono le infrastrutture digitali a larga banda (quella vera), e rendere possibile il lavoro agile e i servizi assistenziali di telemedicina. Soprattutto è fondamentale individuare politiche di lungo periodo per lo sviluppo di queste aree, partendo dalle vocazioni di questi territori, inserendole nelle linee strategiche globali, ad esempio nella prospettiva del Green New Deal della Comunità Europea, non solo per attingere finanziamenti che possono risultare utili, ma soprattutto per essere inserirsi nelle politiche e nelle opportunità di sviluppo sostenibili che nel mondo troveranno sempre di più spazio. Questo permetterebbe di offrire prospettive concrete ai giovani che si vogliono trasferire in questi territori

Abbiamo le capacità e le competenze per progettare e realizzare. Voglio riportare un esempio sviluppato dalle 4 Università delle Marche con apporti sinergici dell’ISTAO e commissionato dal Consiglio Regionale, “Nuovi sentieri di sviluppo per l’Appenino Marchigiano dopo il sisma del 2016”, potete trovarne copia del documento prodotto anche su internet con Google scrivendo “quaderno del consiglio 289”. Un progetto, che analizzando i dati disponibili e intervistando i sindaci dei paesi colpiti, ha prodotto un documento con idee, suggerimenti e prospettive per il rilancio economico e sociale di questi territori. Sono stati individuati 11 sentieri di sviluppo, che possono rappresentare un punto di partenza per la definizione di un nuovo patto per la crescita e lo sviluppo delle aree appenniniche colpite dal sisma. Il documento, oltre che suggerire percorsi di sviluppo, propone un metodo per lavorare finalizzando le risorse disponibili. Nelle Marche esistono enti di ricerca inseriti in collaborazioni internazionali ampie e significative, capaci di valorizzare, con le loro azioni, i loro studi e le loro ricerche, le nostre specializzazioni per inserirle in prospettive almeno europee e contribuire così ad individuare soluzioni e soprattutto finanziamenti. Il futuro, non mi stancherò mai di ripeterlo, sarà sempre più basato sulla conoscenza, sulla ricerca, sullo studio, è necessario appoggiarsi su queste certezze così come fanno tanti ecosistemi del pianeta, fortemente innovativi, capaci di sviluppare benessere e posti di lavoro; copiamo da chi sa fare meglio!


Agosto 31, 2020 3:00 pm
by Sauro Longhi