Caccia alla via marchigiana all’interno del piano europeo


dal Corriere Adriatico del 1 Giugno 2020

Domani sarà la Festa della Repubblica, una data importante per la nostra storia e per il nostro futuro, i nostri genitori dopo la lotta antifascista scelsero la repubblica cancellando la monarchia, elessero i componenti dell’Assemblea Costituente e per la prima volta in Italia alle donne fu riconosciuto il diritto di voto. Questo accadde il 2 di Giugno 1946. Da qui iniziò il nostro percorso democratico che ci ha garantito crescita sociale ed economica. L’espressione democratica dove TUTTI hanno la possibilità di manifestare la propria scelta in modo libero e consapevole, prima non esisteva. Siamo da tempo abituati ad esercitare questo diritto e forse ne abbiamo dimenticato il valore. Negli anni abbiamo progressivamente rinunciato a questa prerogativa democratica, non andando a votare perché stanchi di promesse mai realizzate. Stiamo tradendo l’impegno dei nostri genitori che, uscendo dal periodo più buio della recente storia, hanno lottato per darci libertà e democrazia. Dobbiamo recuperare una partecipazione attiva alla costruzione democratica, dobbiamo con spirito critico comprendere le proposte e scegliere liberamente in coscienza. Per farlo occorre conoscere, chiedere e ascoltare.

Se non avessimo avuto la pandemia, ieri avremmo votato per dare un nuovo governo alla Regione e oggi saremmo a commentare i risultati. Ma così non è stato. Abbiamo vissuto settimane sospesi nell’incertezza del futuro e in uno stretto confinamento sociale. Abbiamo sempre ripetuto che nulla sarà come prima. Ricordiamoci di queste promesse per non commettere gli errori del passato. Le attività economiche e sociali devono riprendere, ma nel farlo non dimentichiamoci dell’esperienza passata, i modelli economici e di sviluppo che ci siamo dati andrebbero ripensati per dare più benessere alle persone e riservare un maggior rispetto all’ambiente. Nella ripresa dobbiamo riavviare le nostre attività passate con le necessarie precauzioni per ridurre le probabilità di contagio, perché ancora il virus non è stato debellato. Chi però si candida alla guida di una Regione deve pianificare nuove azioni, deve intravedere le linee di sviluppo per il prossimo futuro e nell’accompagnare la ripresa, anche definire obiettivi sostenibili di sviluppo. 

Siamo in una situazione paragonabile a quella del 1946, allora eravamo appena usciti da una orribile guerra, oggi stiamo uscendo da una terribile pandemia. Non abbiamo un referendum per farlo, ma dobbiamo ugualmente scegliere se cambiare o lasciare tutto come abbiamo trovato. La mia proposta è cambiare, altrimenti non saremo in grado di dare un futuro alle giovani generazioni. Gli ambiti per farlo sono molteplici, partendo da quello sanitario e sociale che dovrà essere sempre più universalistico: stessi servizi con la stessa qualità per tutti, pensando a modelli gestionali diversi per territori differenti. Qualità nei servizi è integrazione sociale, per non lasciare indietro nessuno, garantendo a tutti gli stessi livelli di assistenza. Prevedendo l’avvio di nuovi modelli organizzativi attraverso reti e percorsi diagnostici, terapeutici, d’assistenza, per far comunicare tra loro i diversi livelli assistenziali, compresa la prevenzione. Ripensare a una migliore organizzazione del sistema sanitario, rivalutando la medicina territoriale ed utilizzando le indicazioni proposte da organizzazioni nazionali ed internazionali. Il Decreto Rilancio recentemente varato dal Governo in campo sanitario impone di fare questo attraverso una riorganizzazione e riqualificazione delle reti ospedaliere regionali, evitando soluzioni improvvisate come gli ospedali in fiera.

Arrivando allo sviluppo economico e del lavoro. Se vogliamo che le Marche rimangano regione importante nello scenario europeo e quindi mondiale, dobbiamo sviluppare le nostre politiche di crescita in linea con il resto dell’Europa con un piano “verde” di sviluppo. Non possiamo pensare a uno sfruttamento continuo delle risorse naturali ed energetiche. In Europa questa visione è già politica di sviluppo. Nella proposta presentata la scorsa settimana dalla Commissione Europea c’è tanta determinazione per uscire dalla pandemia, con misure compatibili con l’ambiente e capaci di incrementare l’occupazione. Dei 750 miliardi di euro del Recovery Fund almeno 100 andranno allo European Green Deal assieme al 25% del nuovo bilancio dell’Unione Europea 2021-2027 per un totale di 375 miliardi di euro. Il futuro dell’Europa si colora di verde con la certezza che gli investimenti pubblici non faranno più danni al Pianeta. Per le Marche si dovranno pianificare strategie in questa direzione per rilanciare le nostre attività economiche all’interno di questo piano europeo: produrre rispettando l’ambiente non ha costi superiori anzi, crea valore e opportunità concrete per nuovi posti di lavoro. Anche il Sindaco Sala per rilanciare la città di Milano punta sull’ambientale con minori consumi energetici e mobilità sostenibile. 

Il cambiamento che intravedo per la nostra Regione dovrà garantire uno sviluppo sostenibile per le persone e l’ambiente, per riprendere con fiducia il cammino dell’insieme della comunità, senza lasciare indietro nessuno. Uno sviluppo sostenibile si potrà creare rinnovando e valorizzando le nostre radici storiche e culturali. La cooperazione, la solidarietà, l’aiuto verso chi si trova in difficoltà, hanno contribuito nel passato alla crescita e alla creazione di modelli di sviluppo, che hanno trasformato la Regione, prevalentemente agricola, in una post-industriale: conoscenza, competenze e cultura, hanno avuto e avranno un ruolo importante per arricchire e potenziare i settori classici del manifatturiero, dell’artigianato, del commercio, del turismo e di ogni altra realtà produttiva e dei servizi. Il mondo va in questa direzione.Domani Festa della Repubblica, viviamola come un esempio di ispirazione per disegnare il nostro futuro. Evviva la nostra Repubblica!!


Giugno 1, 2020 3:00 pm
by Sauro Longhi