dal Corriere Adriatico del 14 Aprile 2020
“Se nulla sarà come prima”, è tempo di passare dalle parole ai fatti. Con il Coronavirus dovremo imparare a conviverci, al momento non abbiamo né vaccini né tantomeno terapie mediche adeguate. Possiamo semplicemente ridurre le occasioni di contagio, adeguandoci con i nostri modi di lavorare, di andare a scuola, di far la spesa, di viaggiare, di relazionarsi con gli altri, in altre parole di vivere. In tutti i centri di ricerca del mondo, a partire dalla vicina Università di Camerino, si stanno sperimentando nuovi farmaci e vaccini e anche in questo caso la ricerca, l’impegno delle tante persone che si dedicano alla “missione” di cercare quello che ancora non esiste, ci aiuterà a superare questa pandemia. Lo è stato nel passato e lo sarà anche per il futuro. Ma la ricerca scientifica richiede tempo e sperimentazione, verifiche rigorose e indipendenti per giungere ad una conoscenza affidabile, verificabile e condivisa, come ci ha insegnato Galileo Galilei. Le certezze vanno cercate, mai rincorrere facili soluzioni, spesso false e pericolose.
In questa attesa non dimentichiamo che di Covid-19 si può ancora morire, negli ultimi giorni in quasi tutti i giornali, le notizie sui dati dell’epidemia non erano più tra le prime pagine, nel fine settimana nelle maggiori città sono tornati gli ingorghi stradali, attenzione a non abbassare la guardia, l’epidemia è ancora presente e non abbiamo difese. Dobbiamo imparare a conviverci adoperando tutte quelle soluzioni che ci hanno permesso di contenerla, abbassando le probabilità di contagio, riducendo gli incontri e utilizzando strumenti adeguati come mascherine, guanti e rispetto delle distanze. Sono misure che condizionano la nostra libertà, ma oggi sono le uniche che ci proteggono. La task force individuata dal Governo e presieduta da Vittorio Colao ci aiuterà nel monitorare lo stato dei contagi per individuare dove e quando chiudere attività con quarantene selettive, e non di massa come quelle finora attuate. Utilizzeremo la tecnologia per elaborazioni veloci dei dati disponibili, seguendo quanto fatto in Corea. In questa attesa dobbiamo però ripartire con le attività produttive e i servizi, definire e programmare nuove linee di sviluppo: se “nulla sarà come prima” è bene prepararsi a questi cambiamenti della fase due che sta per iniziare. Impiegando questo tempo con percorsi di formazione per gli imprenditori, gli artigiani, i dipendenti, per gestire la riapertura e il conseguente sviluppo che dovrà essere più attento alle persone e all’ambiente. Ad esempio, la logistica sarà ancora più importante, in queste settimane sta mantenendo in vita il Paese. Nel futuro si dovrà rendere ancora più efficiente questo sistema attraverso l’armonizzazione di HUB nazionali e “domestici” che possano mantenere alta l’efficienza, ridurre i costi di mobilità e l’impatto sull’ambiente. Una logistica efficiente permetterebbe il rilancio delle attività economiche di qualità, riducendo i costi e i tempi dell’intermediazione, collegando direttamente il consumatore con il piccolo produttore. In questo ambito le nuove tecnologie saranno ancora più utili, pensate ai sistemi automatici di movimentazione e distribuzione di merci, alla robotica, alla digitalizzazione e tracciabilità di ogni azione e comando. Qui ritorna una questione di fondamentale importanza per il Paese, la necessità di investire nelle infrastrutture digitali per la comunicazione, migliorare e adattare le esistenti, ma soprattutto investire per portare fibra ottica in ogni impresa e in ogni casa. Questo rilancerà il commercio in tutte le sue componenti integrando quello tradizionale con l’e_commerce: i negozi e le vetrine rimarranno ma saranno integrati con le nuove tecnologie. Nella fase due i negozi riapriranno, ma dovranno rispettare norme di sicurezza e di affollamento, ed allora perché non integrare la vetrina tradizionale con una digitale, dove il cliente inizia a scegliere i prodotti che più gli interessano prima di andare in negozio? Esattamente come da tempo si sta sperimentando nella valorizzazione dei beni culturali con tecnologie digitali: non per chiudere i musei ma per rendere più ricca ed interattiva la loro visita, avendo prima visitato “virtualmente” il museo e apprezzato e studiato le opere d’arte che poi si andranno a vedere.
Nella ripartenza dobbiamo ricordarci di non lasciare indietro nessuno. Le misure per favorire la liquidità delle imprese sono necessarie con tempi celeri e misure adeguate, così come altrettanto importante è il sostentamento economico alle tante persone che hanno perso lavoro. Per affrontare questo l’Europa ha un ruolo fondamentale, non solo per garantire liquidità e risorse per ripartire ma soprattutto per rigenerare. “Se nulla sarà come prima”, anche l’Europa deve contribuire con nuove politiche di sviluppo attente ai bisogni delle persone e dell’ambiente, deve iniziare a condividere processi innovativi e contrastare le spinte dei nazionalismi sempre più forti. Se non si avrà questo coraggio una mattina ci alzeremo e ci troveremo con un sogno perduto, saremo catapultati indietro nella storia di un secolo, ai tempi di un’altra grande pandemia. La mia speranza è riposta in un’Europa libera e coraggiosa dove le tante diversità trovano la loro valorizzazione, per uno sviluppo sociale sostenibile. Concludo citando Bill Gates, fondatore di Microsoft, una persona che ha sempre anticipato il futuro e che nel 2015 disse: “Se qualcosa ucciderà 10 milioni di persone in futuro, sarà un virus piuttosto che una guerra”.
Aprile 14, 2020 11:00 pm
by
Sauro Longhi