dal Corriere Adriatico del 23 Marzo 2020
Viviamo un’esperienza impensabile solo qualche settimana fa. Abbiamo cambiato le nostre abitudini di vita, abbiamo ridotto le nostre attività lavorative, abbiamo recuperato il vivere in famiglia tornando ai vecchi ritmi. Ancora qualcuno pensa che l’epidemia non si fermi con le misure che il governo ha imposto, una, la più importante, ridurre i contatti con le persone esterne alla famiglia, restare in casa. Questa è invece l’unica difesa che abbiamo. Ce lo dice un banale calcolo delle probabilità. Se la probabilità del “non” contagio incontrando una persona è relativamente “alta”, ipotizziamo 0,9, quando 1 è la certezza del non contagio, e pertanto 0,1 è la bassa probabilità del contagio, basta incontrare 7 differenti persone in 7 posti diversi e la probabilità del “non” contagio scende a 0,48, mentre quella di rimanere contagiato sale a 0,52, cioè la probabilità del contagio supera quella del non contagio. Quindi l’unica difesa è rimanere a casa, ridurre il contatto con le persone. Alcuni risultati fanno sperare, ad oggi si registra un trend in leggera diminuzione della percentuale di nuovi contagiati. Questa difesa serve a noi ma soprattutto agli altri, per contenere il numero dei contagiati ed evitare di portare il sistema sanitario nazionale al collasso. Abbiamo uno dei migliori sistemi sanitari al mondo, ispirato dal principio di universalità della cura, ma può solo contare su risorse limitate di persone e strumenti. Non avendo ancora vaccini ne medicinali per contrastare il Corona Virus, dobbiamo aiutare le persone a superare la malattia soprattutto nella fase più acuta, ricoverandole nei centri di terapia intensiva. Ma questi sono arrivati alla saturazione, ad esempio in Lombardia, ma anche nelle Marche, dove ormai si sta utilizzando il 92% delle disponibilità. Ed è scattata una gara di solidarietà da tutto il Paese, raccolte fondi per le strutture ospedaliere, questo giornale ne ha aperta una per sostenere l’azione dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, l’apertura di un bando per 300 medici a cui hanno risposto in più di 7 mila per mettersi volontariamente a disposizione delle strutture che gestiscono le emergenze, tante aziende delle Marche, in particolare quelle della moda e dell’abbigliamento, che hanno deciso di interrompere le proprie attività per produrre mascherine protettive, ad alcune ho offerto le mie esperienze per superare le necessarie fasi autorizzative e di reperimento dei materiali.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, prof. Conte, ha confermato questa strategia, rafforzandola e riducendo le attività produttive non strettamente necessarie al superamento dell’epidemia e ove possibile facendo ancora più ricorso al telelavoro grazie alle tecnologie digitali che rendono questa possibilità molto concreta per diversi comparti produttivi e dei servizi. Tutto questo avrà ripercussioni sulla nostra economia ma non solo su questa, l’intera economia mondiale dovrà rivedere le proprie azioni. Alcuni analisti economici prevedono perdite a due cifre per i primi due trimestri del 2020 ma con un recupero negli ultimi due trimestri per lo sblocco di investimenti e acquisti che vengono rimandati al termine delle crisi sanitaria mondiale. Nella speranza che tutto termini durante l’estate. Con questa speranza alcune azioni sono state già intraprese. Un esempio: l’Unione europea ha chiamato a raccolta startup e PMI innovative, tutte le imprese tecnologiche, per aiutare a trattare, testare, monitorare o aiutare in qualsiasi modo la lotta contro Covid-19, mettendo a disposizione 164 milioni con un bando scaduto lo scorso 18 marzo. Ma nulla sarà come prima e molti comparti produttivi si trasformeranno, dovremmo mettere al centro delle nostre azioni le persone, il loro benessere con una più equa distribuzione dei beni e con servizi adeguati, il primo quello alla salute. Non ci dimenticheremo tanto facilmente quello che stiamo attraversando ed una volta superata l’emergenza dovremo rivedere molte delle nostre politiche sociali e di sviluppo. Alcune settimane fa, sempre da queste colonne avevo invitato a trasformare le difficoltà del presente in opportunità. Nel rilanciare l’attività economica al termine di questa pandemia, dovremo farlo in maniera “intelligente” soprattutto rispettando le persone e l’ambiente. Per l’ambiente dobbiamo ridurre le fonti di inquinamento spesso legate ai processi produttivi, contrastare i cambiamenti climatici, riducendo i consumi e soprattutto lo spreco di risorse e di energia. Rilanciare con uno sviluppo sostenibile. Le nuove generazioni dovranno evitare future epidemie e come ricordato qualche giorno fa dal collega Roberto Danovaro, si dovrà salvaguardare la biodiversità per contrastare la nascita e la diffusione di queste malattie. Nelle Marche, in linea con l’Europa, bisognerà proporre e sviluppare un “Green New Deal” per migliorare le nostre produzioni e il nostro ambiente, per vivere meglio tutti oggi ma soprattutto domani. Uno sviluppo sostenibile per le persone e per l’ambiente, per riprendere con fiducia la crescita armoniosa dell’insieme della comunità senza lasciare indietro nessuno. Certo è una speranza, ma dobbiamo alimentarci di speranza per vivere in una società inclusiva, aperta, capace di valorizzare le differenze, un sogno che deve trasformarsi in realtà, ne va del nostro futuro di pace e di rispetto. L’unità e l’impegno collettivo dimostrato dagli Italiani in questo momento difficile sarà il punto di partenza per la rinascita.
Marzo 23, 2020 11:00 pm
by
Sauro Longhi