La nostra Regione ha bisogno di una nuova fase di crescita, di aggregazione, di condivisione di obiettivi per realizzare uno sviluppo sostenibile per le persone e l’ambiente, per riprendere con fiducia il cammino dell’insieme della comunità senza lasciare indietro nessuno.
Uno sviluppo sostenibile si potrà creare rinnovando e valorizzando le nostre radici storiche e culturali. La cooperazione, la solidarietà, l’aiuto verso chi si trova in difficoltà, hanno contribuito nel passato alla crescita e alla creazione di modelli di sviluppo, che hanno trasformato la Regione, prevalentemente agricola, in una post-industriale: conoscenza, competenze e cultura, hanno avuto e avranno un ruolo importante per arricchire e potenziare i settori classici del manifatturiero, dell’artigianato, del commercio, del turismo e di ogni altra realtà produttiva e dei servizi. Il mondo va in questa direzione.
Nel far questo nessuno deve rimanere indietro.
Dobbiamo “appoggiarci” alla nostra cultura e alla nostra storia; molti di noi discendono da famiglie contadine, operaie o artigiane, abbiamo sempre saputo affrontare le complessità e le difficoltà con dignità cercando di migliorare le condizioni di vita proprie e degli altri.
Dobbiamo continuare, utilizzando quanto abbiamo imparato, quanto la conoscenza ci può mettere a disposizione.
Il progetto deve puntare al rilancio dello sviluppo economico e del lavoro di qualità. Abbiamo tanti giovani che decidono di partire per trovare altrove prospettive adeguate ai loro sogni e alle loro aspirazioni.
Dobbiamo trattenerli e attrarne tanti altri.
Il nostro pianeta è “finito”, non possiamo pensare a uno sfruttamento continuo delle risorse naturali ed energetiche. In Europa questa visione è già politica di sviluppo, la Commissione sta lavorando al Green New Deal.
Siamo tutti coinvolti per sostenerlo, per ridurre le emissioni e i cambiamenti climatici, per migliorare le nostre produzioni, il nostro ambiente e per avere
Se le Marche vogliono rimanere regione importante nello scenario europeo e quindi mondiale dobbiamo sviluppare le nostre politiche di crescita in linea con il resto dell’Europa, investire nella conoscenza e quindi nell’istruzione.
Le trasformazioni nel mondo del lavoro spesso sono accompagnate da profondi cambiamenti tecnologici e organizzativi, possiamo tramutare queste sfide in opportunità di occupazione e di sviluppo: sarà necessario prevedere azioni di formazione e accompagnamento, sempre con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno.
Per migliorare la qualità della nostra vita, incrementare la produttività delle nostre aziende, accrescere l’efficienza dei servizi pubblici, sarà necessario inve- stire nelle infrastrutture per la mobilità di persone e cose, per la produzione e distri- buzione dell’energia, per la raccolta, distribuzione e recupero di beni primari come l’acqua, così come quelle per la condivisione e diffusione delle informazioni.
Dovremo migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e sociale in tutti i territori della Regione, con il vincolo di sostenibilità finanziaria. Il nostro sistema di assi- stenza sanitaria dovrà essere sempre più universalistico: stessi servizi con la stessa qualità per tutti, pensando a modelli gestionali diversi per territori diversi. Qualità nei servizi è integrazione sociale, per non lasciare indietro nessuno, garantendo a tutti gli stessi livelli di assistenza. Avviare nuovi modelli organizzativi attraverso reti e percorsi diagnostici, terapeutici, d’assistenza, per far comunicare tra loro i diversi livelli assistenziali, compresa la prevenzione.
Ripensare a una migliore organizzazione del sistema sanitario, utilizzando le indicazioni proposte da organizzazioni internazionali. L’assistenza integrata è una componente fondamentale della salute e dell’assistenza sociale in tutta Europa.
Politiche attive per lo sviluppo delle aree interne soprattutto di quelle colpite dal sisma, con azione più incisive di ricostruzione e rilancio economico con l’obiettivo di attirare giovani attraverso servizi di qualità e politiche attive per incentivare attività economiche di rispetto e valorizzazione di questi territori. Interverremo con forza e determinazione per accelerare i tempi della ricostruzione, rimuovendo gli ostacoli che ne stanno rallentando e pregiudicando l’esito.
Le Marche Ideali è un progetto politico che trae le sue origini dall’impegno civico di molte persone, impegno che reputiamo essere condizione essenziale per l’esercizio della democrazia: l’ascolto della società civile deve essere alla base del buon governo per un bene condiviso. La volontà dei promotori è di coinvolgere nel progetto tutti coloro che ne condividono gli obiettivi, dai partiti ai movimenti, dalle forze ambientaliste e progressiste, dalle liste civiche al mondo del volontariato e della cooperazione, dalle associazioni per la difesa dei diritti civili, per le pari opportunità, dai movimenti per la difesa e la piena attuazione della Costituzione.
Costruire insieme una coalizione unita, ampia e aperta per condividere programmi per il governo della nostra Regione.
Sauro Longhi è nato a Loreto l'11 settembre 1955, si laurea con Lode in Ingegneria Elettronica presso l'Università degli Studi di Ancona nel 1979.
In seguito, svolge attività di ricerca e progettazione elettronica presso il Laboratorio di Ricerca e Sviluppo della Telettra S.p.A. di Chieti. Dal 1983 presta servizio presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università Politecnica delle Marche come ricercatore e Associato e dal 2001 vi è professore ordinario di Automatica. Dal 2005 al 2012 è stato Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Informatica e dell'Automazione (CUCS) nella sede di Ancona. Dal 2011 al 2013 è stato Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione della stessa università.
Dal novembre 2013 ad Ottobre 2019 è stato Rettore dell'Università Politecnica delle Marche.
Sotto la sua guida l’Università di Ancona scala la classifica delle medie università Italiane, raggiungendo risultati importanti.
A settembre 2019 è stato eletto presidente della Società Italiana Docenti e Ricercatori in Automatica (SIDRA). Dal 2014 è presidente del cluster nazionale "Tecnologie per gli Ambienti di Vita" e presidente del Consortium GARR, eletto all'unanimità dal Consiglio di Amministrazione.
La sua attività di ricerca è documentata da oltre 500 pubblicazioni su riviste internazionali e atti di convegni internazionali. È autore di 4 brevetti. L’elenco completo delle pubblicazioni è consultabile al seguente indirizzo: www.univpm.it/sauro.longhi
Tale attività si è caratterizzata con una prima parte prevalentemente teorica e di base, nell’area della teoria dei sistemi e del controllo e focalizzata su risultati di analisi e sintesi di sistemi non lineari e tempo variante. Nella seconda parte le tematiche di ricerca si sono allargate a comprendere anche significativi aspetti applicativi, come la robotica ed il controllo di processo, sino ad estendere gli interessi alla robotica di servizio e assistenza e più in generale alle tecnologie per gli ambienti di vita. In tale ambito, in particolare nelle soluzioni tecnologiche per l’Ambient Assisted Living, ha contribuito alla proposta di Cluster nazionale per le “Tecnologie per gli ambienti di vita” e del cluster di “Fabbrica intelligente”, entrambe finanziate dal MIUR. Negli ultimi anni agli interessi di ricerca scientifica si sono affiancati anche interessi di trasferimento tecnologico tanto da proporre lo sviluppo di un progetto nazionale (SMILING) sulle tematiche della domotica e della robotica, così come la creazione di spin-off universitari e la costituzione di un nodo in Ancona del Competence Center in Robotica ARTES 4.0.
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